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| Tartarughe Marine - un'introduzione |
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| vedi la sezione Outline of each species |
Le tartarughe Marine erano comuni nel periodo Cretaceo,
circa 130 milioni di anni fa.
I loro reperti fossili risalgono addirittura a 200 milioni di anni fa. Le prime Tartarughe Marine vivevano all'epoca dei dinosauri, sebbene i generi e le otto specie attuali ebbero origine in un periodo compreso fra i 60 e i 10 milioni di anni fa.
Triassochelys: - Cranio di una tartaruga primitiva (160 milioni di anni fa?), che possedeva una corazza simile a quella delle specie moderne, ma presentava ancora denti nel palato.
Come nelle moderne Tartarughe Marine, la testa, la coda e gli arti non potevano essere retratti all'interno della corazza. Una certa protezione era ottenuta tramite spine aggiuntive.
I cheloni acquatici subirono varie modificazioni e diedero origine a diverse linee evolutive. Ci fu una riduzione della corazza ossea, presumibilmente per ridurre il peso e possibile grazie all'assenza di nemici. Archelon (corazza di 3,6 m) del periodo Cretaceo era molto simile alla moderna famiglia Cheloniidae.
La storia fossile dell'ordine Chelonia prima del periodo Triassico non è affatto chiara: ci sono pochissime prove che suggeriscono come, quando e perché un primitivo gruppo di rettili ridusse la lunghezza del proprio corpo e lo rivestì di un'armatura a scopo protettivo. Recentemente sono state rinvenute in South Dakota (USA) alcune ossa appartenenti ad un'enorme tartaruga marina. Questi resti fossili rappresentano la più grande tartaruga marina mai trovata, probabilmente fino a sei metri di larghezza! Nell'ambito dei vertebrati che vivono in mare, le Tartarughe Marine sono tra le specie più interessanti, ma anche più vulnerabili. Sono ampiamente sfruttate dalluomo per le uova, la carne e la corazza. La loro sopravvivenza è seriamente minacciata da molti fattori come l'inquinamento, la perdita dei siti di nidificazione, la pesca ed il turismo. Tutte le otto specie sono in pericolo.
| vedi la sezione Threats to Survival |
Le tartarughe marine sono adattate alla vita negli oceani. Sono
animali grandi e longevi (60 e più anni?), con una corazza relativamente
idrodinamica. Gli arti sono in una posizione laterale piuttosto che
rivolti verso il basso, il che rende molto difficoltosi i movimenti
a terra. Gli arti anteriori o 'pinne' sono generalmente allungati e
forniscono la spinta principale. Le pinne posteriori sono larghe e a
forma di spatola e le femmine le usano per scavare i nidi nella sabbia.
Tartaruga Caretta - struttura ossea dell'arto anteriore
Le Tartarughe Marine assorbono una gran quantità di
sali, sia dalla loro dieta alimentare che dall'acqua marina che bevono.
Hanno ghiandole del sale nella cavità orbitale che
le rendono in grado di eliminare i sali in eccesso. La concentrazione
salina può essere il doppio di quella dell'acqua del mare. Si dice che
le femmine piangano mentre depongono le uova; in realtà
stanno solo eliminando i sali attraverso la ghiandola oculare.
Le Tartarughe Marine si alimentano in vari modi, sebbene
tutti i piccoli siano carnivori, in quanto si nutrono di animali che
si muovono lentamente in prossimità della superficie. Gli adulti sono
essenzialmente carnivori anche se i contenuti stomacali spesso includono
alcuni vegetali. Ogni specie ha le proprie preferenze in fatto di alimentazione,
ma tutte tendono ad essere opportuniste. Il tipo di cibo va dagli abitanti
dei fondali, come i granchi, alle meduse che galleggiano in superficie.
Le Tartarughe Verdi sono erbivore e si cibano di piante
marine, alghe e radici di mangrovia.
| per ulteriori informazioni, vedi la sezione Sea Turtle Biology |
Sembra che le giovani Tartarughe Marine possano confondere le goccioline di olio con il loro cibo e che gli adulti ingeriscano sacchetti di plastica scambiandoli per meduse.
| vedi la sezione Threats to Survival |
È possibile che ci vogliano 15-30 anni prima che una Tartaruga Marina
raggiunga la maturità sessuale. Tutte le Tartarughe Marine
hanno una biologia molto simile. L'accoppiamento ha luogo nelle acque
costiere e le femmine tornano alle spiagge natìe per deporre le uova.
Alcune specie sono meno specifiche (filopatriche) e tornano semplicemente
nella stessa zona o nello stesso tratto di costa. La maggior parte delle
specie depone circa 100 uova in una buca nella sabbia a forma di fiasco.
A seconda della specie, possono deporre da 2 a 6 volte in una stessa
stagione, anche se poi potrebbero non deporre nei successivi 2-4 anni.
Da Giugno ad Agosto le Tartarughe Caretta e le Tartarughe Verdi visitano alcune spiagge del Mediterraneo per nidificare (la Tartaruga Liuto non depone nel Mediterraneo). La femmina viene a riva di notte, scava il suo nido e depone circa 100 uova dal guscio molle che somigliano a palline da ping-pong. Le uova vengono poi ricoperte di sabbia e lasciate schiudersi da sole.
I nidi sono a circa 45 cm di profondità. Le uova devono restare indisturbate nella sabbia tiepida per circa 55 giorni prima di schiudersi. Se la temperatura supera i 28 °C dalle uova nasceranno delle femmine, al di sotto di questa temperatura, invece, nasceranno dei maschi. Sebbene le femmine depongano migliaia di uova ogni estate, pochissimi nuovi nati raggiungono lo stadio adulto (1 su 1000?).
Insieme, i piccoli scavano la via di uscita dal nido. Di solito il gruppo emerge in superficie di notte, si fa strada sulla spiaggia e raggiunge il mare. Questa corsa verso il mare è importante per il ciclo biologico dei nuovi nati.
| per ulteriori informazioni, vedi la sezione Sea Turtle Biology |
Le luci vicino alla spiaggia disorientano i piccoli, facendoli dirigere nella direzione sbagliata. Se questo accade moriranno per disidratazione o mangiati dai predatori. Questa migrazione verso il mare è resa più difficile dai solchi lasciati sulla sabbia dai veicoli e dalle buche scavate durante il giorno dai turisti. Sono troppo piccoli per superarli e quindi la mattina seguente muoiono di disidratazione al calore del sole.
| vedi la sezione Threats to Survival |
Per circa 72 ore i piccoli nuotano verso il mare aperto, per sfuggire
ai predatori che vivono presso la costa; quindi cominciano a nutrirsi
di pezzetti di cibo che trovano strada facendo. Si ritiene che si lascino
trasportare dalle correnti, ma si conosce poco del comportamento dei
piccoli e delle tartarughe in fase pre-adulta. Questo periodo della
loro vita è conosciuto come "anni perduti".
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